Diaconi e Bond Girls

Sul sito dell’ANSA leggiamo questa notizia fondamentale, ripresa fedelmente da molti quotidiani online italiani:

http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/curiosita/2011/10/10/visualizza_new.html_673498103.html

Edificante, vero? Il concetto di una Bond Girl in abito talare soddisfa almeno 3 o 4 fetish in un colpo solo.
Non so perché, ma a dispetto del fatto di essere uno zero totale come fisionomista, ho una discreta capacità di ricordare il viso degli attori; e ho visto tutti i film di James Bond; e non ricordo nessuna Shannon Ledbetter in un ruolo di rilievo in “Tomorrow Never Dies”.

Non ci sono regole scritte sui requisiti per poter essere a pieno diritto definite “Bond Girls” ma penso che possiamo informalmente concordare che occorra almeno uno dei seguenti:
- avere più di una battuta
- aiutare James Bond nella missione
- finire a letto con James Bond
- lasciarci le penne per colpa di, o per mano di, James Bond. (Tristemente, la mortalità delle Bond Girls è altissima e il trapasso può avvenire nei metodi più improbabili, dal cappello metallico ricevuto in piena nuca al bagnetto in un barile di petrolio grezzo – per non menzionare svariate mani di vernice dorata)
Se non ricordo male, le due uniche donne che rispondono a una o più di queste caratteristiche in TND sono Michelle Yeoh e Teri Hatcher.

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In a Landscape

News da Compagnia Stalk:


Buon giorno a tutti,
il 12 Agosto ci sarà In a Landscape presso La Piazza di Mulazzano per Ermo Colle – fuori concorso.
La musica è di Maurizio e questo è uno dei progetti a cui lui teneva motlissimo.
[...]
Daniele

12 Agosto: In a landscape

ERMO COLLE

PIAZZA DI MULAZZANO – COMUNE DI LESIGNANO – PARMA

h. 21.00

Danza e drammaturgia: Daniele Albanese
Assistenza alla drammaturgia: Loredana Scianna e Maurizio Soliani
Musiche originali: Maurizio Soliani

Questo lavoro si definisce attraverso una particolare struttura e organizzazione di spazio, movimento e suono e nella lettura geometrica del luogo dove si svolge.
Sono stati isolati quegli eventi e meccanismi del vivere quotidiano e urbano che provocano cambiamenti e alterazioni. Abbiamo definito questi meccanismi come Vento, non in senso atmosferico, ma come induttore e motore di cambiamenti e di dinamiche sonore e fisiche.
Come il vento atmosferico anche in questo caso ciò che agisce è invisibile; l’apparire, fisicamente e sonoramente, è il risultato di un passaggio in un paesaggio urbano.

Stalk
Via della Salute, 9
43125 Parma
Italy
E-mail: compagniastalk@gmail.com
Mobile: +393406464567
Stalk_Daniele Albanese
WWW.COMPAGNIASTALK.COM

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Maurizio (agg. 30/06/2010)

Provo un’angoscia enorme nello scrivere queste righe, uno sconcerto abissale al pensiero di dover commentare la morte di un amico.
Devo farlo, perché non riesco a esprimere in altro modo, neppure parlando con le persone più vicine, il dolore che ho provato ricevendo la notizia della morte di Maurizio Soliani. Una fine tragica, violenta e assurda, che ci ha strappato una persona preziosa.

Ho incontrato Maurizio per l’ultima volta solo pochi giorni fa: l’avevo trovato fisicamente un po’ affaticato, ma disteso e cordiale. Commentava con altri la riuscita di uno spettacolo a cui aveva collaborato al Teatro Europa. Era contento, ma da quel perfezionista che era, aveva rilevato le parti migliorabili della resa sonora e stava scambiando le sue opinioni con i colleghi. In mezzo alla ressa del dopo-spettacolo ci siamo scambiati un saluto veloce , qualche parola e poi non ci siamo più visti per il resto della serata.
Ora che non avrò più la possibilità di parlargli, cerco di ricordare tutto quello che sapevo di lui, cerco di scoprire da chi lo conosceva meglio di me tutte le cose che non sapevo di lui.

Ricordo che mi telefonò qualche tempo dopo la perdita della madre: pur nel momento dolorosissimo del lutto, ci teneva a ringraziarmi di aver partecipato al funerale e di essergli stato vicino in quel momento. Parlammo a lungo: soprattutto di musica. Stava lavorando al suo metodo compositivo, stava cercando di infondere rigore e forma alle sue intuizioni. Ieri ho ripensato con amarezza a quella conversazione, leggendo un articolo su un giornale cittadino in cui si affermava, con insultante approssimazione, che Maurizio aveva “l’hobby della musica”. No, aveva una passione infinta per la musica: possedeva sensibilità, estro e competenza. L’atteggiamento distaccato e noncurante del dilettante non gli apparteneva.
Quella volta (e in molte altre occasioni) mi parlò anche dei suoi studenti dell’Enaip: si preoccupava per loro, li ascoltava e li capiva. Il loro futuro era una delle cose che gli stava più a cuore. Detestava la superficialità con cui a volte si parla “dei giovani”.

Maurizio aveva a volte atteggiamenti burberi e sanguigni, anche bruschi. Mi è capitato spesso di pensare che avrebbe dovuto prendere la vita con più calma e imparare a rilassarsi. Ma lui possedeva un intelletto irrequieto. Viveva la sua attività artistica con un’intensità bruciante, inconcepibile per chi ama la vita tiepida. Negli ultimi tempi stava portando avanti alcuni progetti a cui teneva molto e che ora spero non vadano perduti.

Ho qui accanto a me alcuni giornali e guardo gli articoli che parlano della tragedia che lo ha portato via. Vorrei che raccontassero tutto quello che ci ha lasciato, la sua musica, la sua forza, il ruvido inesauribile affetto che provava per gli amici. Vorrei che raccontassero Maurizio a chi non lo conoscerà mai…

Aggiornamento (30/06): le esequie verranno celebrate venerdì 2 luglio nella Chiesa del Corpus Domini (p.le G. Rolla 3, Parma), la cerimonia inizierà alle 08.30. Il corteo funebre partirà dall’Ospedale Maggiore, dove la camera ardente sarà aperta dalle ore 07:00. Il rosario si terrà giovedì 1 luglio alle 20.30, sempre presso il Corpus Domini.

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Rogue Antivirus

Nessuno sa bene perché, ma i criminali informatici seguono le mode: adesso è il momento dei Rogue Antivirus, quei programmi camuffati da prodotti di sicurezza che cercano di spillare soldi agli utenti promettendo di rimuovere minacce inesistenti dai loro computer.

Secondo la terminologia tradizionale, si tratta di trojan horse: spesso è l’utilizzatore stesso a installarli, scambiandoli per screensaver, codec video, plug-in per il browser o altri oggetti parimenti indispensabili. Altre volte si “recapitano” da soli, sfruttando le vulnerabilità dei browser o dell’Acrobat Reader (altra moda recente).
Ce ne sono in giro tantissimi e la brutta notizia è che non sempre gli antivirus sono aggiornati per rilevarli e rimuoverli:  in attesa che il nostro produttore di fiducia arrivi con l’impronta miracolosa, possiamo cercare di arginare il problema da soli (ok, oppure spegnere il computer e andare a fare quattro passi, ma non è da veri geek).

Dopo il salto pagina, la cronaca del mio incontro non fortuito con un finto antivirus  e una vera utility.

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Falso positivo su svchost.exe

Sembra che molti utenti, specialmente negli USA, abbiano avuto un problema di falso positivo su un file di sistema di Windows, causato da un aggiornamento delle impronte di McAfee; secondo i commenti in numerosi blog, l’antivirus rileva il file svchost.exe come infetto e lo mette in quarantena, causando il riavvio forzato di Windows.
Per recuperare una corretta funzionalità del sistema, occorre in qualche modo ripristinare il file dalla quarantena o da un backup.

In questo articolo di Lifehacker un utente spiega come interrompere la procedura di riavvio forzato (mediante il comando “shutdown -a”) e come procedere per togliere il file dalla quarantena.

Qui invece c’è la fix ufficiale di McAfee con tutti i dettagli del caso, probabilmente la pagina verrà aggiornata nelle prossime ore.

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Guido Ponzini: Impro on Fretless Bass

Il basso fretless per me è sempre stato uno degli strumenti più affascinanti: il suono inconfondibile, il senso di libertà (niente “speedbumps”, come diceva il vecchio Jaco Pastorius riferendosi ai tasti), la grande duttilità nel ricoprire il ruolo di accompagnatore o di solista.
Quando il mio amico Guido Ponzini mi ha detto di essersi comprato un Fender Jazz fretless, ho iniziato a chiedermi come avrebbe adattato il suo stile a questo strumento. Di solito chi suona il basso senza tasti tende a prediligere i fraseggi “cantabili” alla Pino Palladino, con molto vibrato, bending e sonorità miagolanti spesso ottenute con Chorus e Flanger; Guido invece ama il suono non effettato, è molto ritmico e impiega spesso tecniche percussive come il tapping, che gli vengono dagli anni di pratica sullo Stick.
Naturalmente mi stavo ponendo la domanda sbagliata: i veri musicisti non si adattano allo strumento, ma lo interpretano.
Ecco qui un bel video in cui Guido mostra, con la tecnica e il gusto che gli sono caratteristici, il suo particolare approccio al basso fretless: buon ascolto a tutti!

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District 9: We Love Prawns!

Non so se anche voi siete stufi dei film girati con la “shaky camera”  (anche se magari non siete usciti zigzagando dopo Cloverfield come me). E forse non ne potete nemmeno più dei mockumentary. E i siti virali che pubblicizzano viralmente i film?

district9

Però “District 9″ è da vedere. E’ la storia di un’integrazione mancata, quella tra umani e alieni, chiaramente una metafora legata all’attualità ma anche un tema universale. Una storia raccontata dall’occhio onnipresente dei media, dalle riprese delle telecamere della sicurezza sparse in tutta la città e nello squallido slum dove sono confinati gli extraterrestri arrivati sulla Terra nel 1982, non come conquistatori ma come boat people, immigrati irregolari provenienti da un mondo di cui non sappiamo nulla.

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Videocracy

Vincendo il mio naturale imbarazzo per i docu-film, l’altra sera ho visto il chiacchieratissimo Videocracy di Erik Gandini, una pellicola che a quanto sembra è talmente “scomoda” da indurre sia RAI che Mediaset a rifiutare di trasmetterne il trailer. Ho anche letto in giro opinioni molto forti su quest’opera, pro o contro: io l’ho trovato un documentario ben fatto, anche con una sottile malignità se vogliamo, ma non lo definirei un lavoro epocale o tanto destabilizzante da essere messo all’indice.

videocracy

Ho avuto l’impressione che Videocracy sia stato confezionato per un pubblico straniero, forse con l’intento di parlare a quello italiano in maniera indiretta: questo perché alcuni fenomeni della nostra televisione vengono illustrati quasi con pedanteria (è chiaro che a nessun nostro connazionale occorre spiegare chi sono le Veline). Tra l’altro, il film è di produzione svedese: ho l’impressione che i nordici non abbiano dimenticato l’onta dello pseudo documentario degli anni ’60 “Svezia: Inferno o Paradiso?” e si siano voluti vendicare con gli interessi.

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Ritrattazione Sulle Pipe Falcon

Con questo post voglio fare pubblica ammenda. Tempo fa, in un articolo sulle Pipe, avevo liquidato in due parole le Falcon descrivendole un po’ come una promessa mancata e lamentando di non riuscire a trarne i piaceri attesi. Qualche tempo dopo averne scritto, mi è venuta la curiosità di riprovare la mia Falcon per vedere se qualcosa era cambiato e ora posso fornire un parere più circostanziato e decisamente più positivo.

straight billiard

Tutti i dettagli e la mia contrizione dopo il salto pagina.

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La Dura Legge del Sequel

In uno degli ultimi post ho parlato del telefilm Nikita. Contro ogni mia più rosea previsione, sembra che l’articolo abbia acceso l’interesse di un sacco di gente e tanti stanno lasciando commenti (in effetti direi che molti di loro si stanno allegramente amministrando una community che ora popola in maniera “parallela” il mio umile blog – ma questo mi fa piacere, ovviamente). Uno dei commenti più frequenti riguarda la possibilità che il telefilm abbia un seguito, che sia una nuova serie o un film.

Per associazione di idee, questo mi ha richiamato alla mente un discorso fatto con l’amico ChuckNorris Fhtagn sul tema dei sequel e dei prequel, ossia il perché non si possa più vedere un film senza che qualcuno abbia la pensata geniale di accodarci un numerale.
Non ho la pretesa di catalogare tutti i tipi possibili di sequel esistenti al mondo, ma dato che mi è capitato di vederne di abbastanza bizzarri, ho pensato di elencarne alcuni nella speranza che qualche lettore contribuisca ad ampliare il dibattito.

Il tutto dopo il salto pagina.

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