Suomesta, rakkaudella

Ti svegli su un bus pieno di gente simile a te: occhiali da vista, capelli corti, una timida pinguedine, vestiti fuori moda da 10 anni.

Ti svegli, guardi fuori dal finestrino e le tenebre perenni avvolgono il rarefatto paesaggio nordico: è gennaio e dato che sei in Finlandia, sull’autobus c’e l’aria condizionata. Per metterti a tuo agio, ti offrono una Lapin Kulta gelata: la bevi e ti chiedi se avrai mai più un rapporto normale con il tuo apparato gastro-intestinale.

Il bus si ferma in mezzo a un bosco e tu scendi assieme agli altri. Il freddo è choccante: dentro di te, sai che alla voce “Criofobia” su Wikipedia, qualcuno ha appena postato un tuo primo piano. A tratti, piove a dirotto: nelle pause, piove e basta. Dato che ti hanno prelevato dal tuo comodo albergo a 4 stelle, hai scarpe di camoscio, pantaloni di velluto, un maglioncino leggero e un giubbotto da liceale americano. Scopri con cupa soddisfazione che il muco può congelare all’interno del naso.

Vi danno delle torce e vi dicono di addentrarvi nel bosco: tu ricordi vagamente che nelle foreste nordiche, gli unici animali non aggressivi sono alcune delle marmotte.

No, non sei uno dei naufraghi del “Fiordo dei Famosi”; non sei in un episodio di Lost girato da Lars Von Trier; non ti hanno dato il confino in Lapponia per aver detto che hai fatto il playboy con il Presidente Tarja Halonen; non sei neanche a una rievocazione storica della Campagna di Russia. Sei all’evento ricreativo di una Convenscion a Helsinki!

Io ho partecipato a un sacco di conferenze in Finlandia, pur non essendo per mia natura un grande viaggiatore: è un paese che amo molto e il fatto che il tempo atmosferico non riesca a deprimermi, mi rende particolarmente adatto a sopravvivere in un posto dove d’inverno non spunta mai il sole. Non bevo molta birra, però mi piace il Salmiakki e apprezzo il naturale riserbo dei nordici. Ho il costante rimpianto di non conoscere la lingua, ma non è che si usi molto la favella, da quelle parti.

Purtroppo i finlandesi si sentono costantemente in dovere di farti apprezzare la bellezza dei loro paesaggi incontaminati a corollario delle loro conferenze: dato che quei simpatici mattacchioni amano la vita all’aria aperta, trovano perfettamente logico schiaffarti in un bosco a -20° di notte per farti assaporare le delizie del loro rigido clima. E in cuor loro sanno che tu non desideri di meglio che trovarti su una barca a vela al largo di Helsinki in una limpida sera di giugno a goderti la brezza (che sta creando interessanti formazioni stalattitiche sull’albero di maestra e sotto il tuo mento, mentre spinge la barca a velocita inquietante). E cosa c’è di meglio di una salutare passeggiata nei dintorni di Espoo, intanto che nel giro di mezz’ora la neve ricopre la via del ritorno rendendola irriconoscibile e tu cerchi disperatamente di ricordare se in Finlandia ci sono i Ghiottoni e soprattutto come sono fatti, dato che l’unico che conosci è Wolverine degli X Men?

Non saprete cos’è la solidarietà finché non vi troverete in una foresta gelata assieme a un greco e a un messicano con cui cospirate di ricambiare il favore ai finnici accompagnandoli a Reggio Calabria in luglio. Quella sera, la guida ci tenne allegri raccontandoci, mentre ci coprivamo alla meno peggio con dei teloni di plastica, la storia dei prigionieri di guerra deportati in quel luogo inospitale e poi lasciati liberi di vagare come noi stessi stavamo facendo. Ci disse anche che da qualche parte c’era un lago e di stare attenti a non caderci dentro, visto che il buio era impenetrabile e l’acqua purtroppo non era ancora solidificata (la glaciazione non manca mai di riempire di letizia il vero finlandese e niente lo affligge piu di un inverno mite).

Durante le Convenscion in Finlandia ho scoperto che issare una vela è un esercizio che richiede almeno tre tecnici informatici oppure un marinaio da un quintale; stavo per giocare a hockey su ghiaccio, prima di vedere un ragazzo giapponese infilare una serie di cinque tonanti craniate consecutive sulla pista, rialzandosi tutte le volte come Itto Ogami e alla fine dichiarare serenamente “I can’t play hockey”; ho preso il fresco su una terrazza in gennaio dopo una sauna rovente, vestito solo di una pudìca salvietta per tutelare la decenza (normalmente io non vado mai neppure in piscina per non mettermi in costume) e in quella tenuta ho sostenuto un’interessante conversazione con una finnica che voleva venire in Italia per vedere il Lago di Garda: loro avranno piu o meno 10000 laghi, ma evidentemente non gli bastano. E una sera, in un ristorante in centro citta, ho visto una ventina di tecnici e programmatori impegnati nella Conga piu scoordinata della Storia, accompagnati dalla musica dei Cosplay finlandesi di Kid Creole and the Coconuts.

In una frenetica escalation di buon gusto, una volta ci portarono in un ristorante Mariachi (sempre a Helsinki) in cui se ordinavi Tequila arrivava una cameriera decisamente sovrappeso vestita come Lara Croft con una cartuccera di bicchieri a tracolla che urlava a squarciagola “AYAYAYAYAY TEQUILAAAA!” versandotene mezzo litro nella trachea e sulle scarpe. E non posso dimenticare la Conferenza Galleggiante, su un traghetto da crociera pieno di casinò e malinconici locali di lapdance come avevo visto solo ne “L’Ispettore Derrick”.

Credetemi, se lavorate nell’informatica e avete il senso del ridicolo, “the Convention is your oyster”…

Ah, il titolo del post è quello di un libro molto popolare al Nord: significa “Dalla Finlandia con Amore” ed è stato scritto in inglese e finlandese da un umorista tedesco che da anni vive in quelle lande gelate. Lettura consigliata, caldamente consigliata 😉

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2 commenti

Archiviato in Vita Vissuta

2 risposte a “Suomesta, rakkaudella

  1. post-esegesi
    Omissione dell’autore: sono testimone della dichiarazione, rilasciata più volte, secondo la quale nelle saune (miste) finlandesi si gioca a pudenda scoperte. Dunque, credo che la “pudìca salvietta” poco abbia potuto contro la forza della natura.

    post/retro-gusto
    Non fatevi abbindolare: il salmiakki è una vera schifezza. Ho rischiato di rigettare l’anima 3 volte, tanti sono stati i miei tentativi di adeguarmi a questo guato esotico.

    post-recensione.
    Il libro invece leggetelo, è bellissimo! Le grasse risate mi hanno consolato da quella orrenda liquerizia salata.

  2. Guido

    Il Salmiakki è nettare divino…

    Slurp

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