Archivi del mese: dicembre 2008

Cos’hanno in comune Voyager, Fabio Fazio, il Senato della Repubblica e Giovanni Allevi?

…risposta: sono tutti fervidi ammiratori di Giovanni Allevi. Beh, Fazio è ammiratore di tutti, non fa testo.

Dopo il concerto di Natale al Senato, si parla molto di Allevi: nei giorni scorsi Uto Ughi lo ha stroncato senza pietà in un’intervista su La Stampa, ma in compenso il coro dei suoi ammiratori è sempre ben udibile e soprattutto, autorevole. Un paio di sere fa ho assistito per 10 secondi a un dibattito (lui presente) su una rete nazionale, il cui tema riassunto in estrema sintesi era “perché Giovanni Allevi è Dio?”

Io ho saputo di questo riccioluto fenomeno molto in ritardo (cosa non nuova per me: vedi altre mie imbarazzanti carenze su Moccia, Harry Potter, Ikea etc.); ho ascoltato alcune delle sue cose più jazzistiche e a chi me l’aveva proposto entusiasticamente ho ribattuto che non mi sembrava niente di nuovo. Chiedo perdono se sembro vanitoso, ma ho una discreta memoria musicale e quei pezzi mi suonavano tanto come il  Keith Jarrett del “Köln Concert”, fatte le molto debite proporzioni: non sapevo che il paragone fosse già stato ampiamente dibattuto da chi ne sa più di me.

Non ho nulla contro Allevi e la sua musica, in linea di principio: per me è puro e semplice easy listening non molto diverso da quello di Richard Clayderman e non mi piace, ma non c’è nulla di male se qualcuno la pensa diversamente e lo ascolta volentieri. Se lui guadagna bene con la sua musica, ok: buon per lui, non mi scandalizzo. Non posso neanche dire di invidiarlo: come musicista sono troppo scarso per sentirmi in competizione con un professionista – e poi io invidio di tutto cuore solo gli artisti che mi piacciono, non quelli che hanno successo. Però ho qualche problema quando le Autorità e i media santificano il divo di turno, salutando in lui il nuovo Mozart e l’icona culturale del nuovo millennio (peraltro in modo abbastanza arbitrario: non è che manchino artisti con curricula prestigiosi). Peggio mi sento se è lo stesso Allevi a porsi sul capo la corona dell’Eletto, cosa che a quanto pare fa abbastanza spesso. Ma al di là del singolo caso è il sistema, il meccanismo, quello che offende. Clicca QUI per continuare

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Video: Lorena Di Florio Plays Mozart

Molti di voi probabilmente non hanno ancora sentito parlare di Lorena Di Florio, una bravissima pianista argentina che vive da tempo in Italia: ha un curriculum impressionante e ha ottenuto riconoscimenti prestigiosi, ma qui da noi ancora in pochi hanno avuto il piacere di sentirla suonare.
Era da tempo che volevo parlare di lei in queste pagine e quando Lorena e suo marito Andrea (un mio caro amico conosciuto grazie al lavoro e alla comune battaglia contro i virus informatici 🙂 ) mi hanno segnalato la disponibilità di questi tre video su YouTube, ho capito che era arrivato il momento giusto.

Quindi, senza ulteriori esitazioni, ecco i 3 movimenti della Sonata K332 di W.A. Mozart eseguiti splendidamente da Lorena Di Florio:

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Documentario: “Standing in the Shadows of Motown”

Qualche tempo fa ho comprato un DVD dal titolo “Standing in the Shadows of Motown“, ma solo ora sono riuscito a vederlo tutto. E’ un documentario sulla storia e la musica dei Funk Brothers, una band che ha suonato in più brani da Hit Parade di qualunque altro gruppo, Beatles e Stones inclusi: ma la maggior parte degli ascoltatori non li ha mai nemmeno sentiti nominare almeno fino all’uscita del film.
Erano i session men che incidevano per la Motown negli anni ’60 e ’70, periodo durante il quale non si usava citare i musicisti nei credits di un disco; tanto per capirci, se ascoltate i brani classici di gente come Marvin Gaye, Diana Ross & The Supremes, The Temptations, Stevie Wonder, The Four Tops e tantissime altre star della musica nera, gli strumentisti che sentite sono i Funk Brothers.

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Saturday Night Che?

Ieri sera stavo leggendo un corposo manualone e (vecchio vizio dei tempi della scuola) guardando la TV. Con un certo senso di stupore mi sono imbattuto in una cosa che dovrebbe essere la versione italiana del Saturday Night Live su Italia 1. Dico stupore perché mettersi sulle spalle il fardello di un titolo così “pesante” è già da pazzi: farlo, e poi mandare in onda uno show talmente misero, è veramente sconsiderato. Come ho sentito dire una volta a un DJ in radio, “è come uno che vuole sfilare in passerella, ma è un cesso”.

Cito in ordine sparso i momenti topici, o almeno quelli che ho memorizzato: la sigla iniziale stile SNL con le riprese di Milano in notturna “mosse” tipo Lucignolo (una roba di un kitsch bestiale), l’ospite Franco Trentalance che fa il servizietto alle ragazze del cast, il classico sketch del notiziario di una noia atroce, una scenetta sui Queen che non riesco nemmeno a descrivere.

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Minimalismo nell’Era Informatica

…ovvero “come mai quando una volta compravi un programma ti davano 5 kg di carta e adesso la documentazione dei prodotti sta su un francobollo”.

Come ho scritto nel post precedente, ho appena comprato un Mac Pro a un costo non molto popolare e sono rimasto quantomeno colpito dal fatto che dentro alla confezione (bella), oltre al computer c’erano circa 10 cm2 di manualistica. In alcuni casi, gli help in linea dei programmi richiedono la connessione a Internet, tanto per non rubare spazio su disco. I due CD sono per l’eventuale reinstallazione del sistema e dei programmi nel caso in cui il Mac andasse a remengo voi decideste in modo assolutamente spontaneo di ripristinare la situazione originale solo perché ne avete voglia, non certo perché un Mac possa mai crashare malamente. Me l’ha detto il commesso in negozio, con lo sguardo leggermente fisso nel vuoto.
Un paio di immagini prese nella cornice naturale di casa mia:

Quello nero è un pannetto per tergere le lacrime dopo la spesa

Il tomo "Tutto Mac" a confronto con una comune pila da 9 volt

Ovviamente i castori gioiscono perché il loro habitat è stato preservato dalla devastazione e io sono solidale con la loro causa ecologista: però un pochino di documentazione in più me la sarei aspettata. So che questo post dichiarerà in modo impietoso la mia senilità, ma vorrei testimoniare alle nuove generazioni lo spreco gargantuesco di carta dei produttori di software e hardware ai tempi che furono (“gli anni oscuri” secondo il calendario dei castori).

Nella prossima pagina, qualche immagine rivelatrice tratta dalla Cripta Informatica del mio ufficio:

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Il Salto Della Quaglia: Got a Mac

Poche righe per ammettere di essermi lasciato contagiare dalla moda: ho comprato un Macbook Pro ed è quello che sto usando ora per scrivere questo post.

Dopo un’ora dal primo avvio ho ancora la sensazione di quando si prova a farsi la barba con la sinistra, ma è piuttosto normale quando si prova un sistema operativo nuovo: io ho usato tanto DOS e Windows (da 3.1 a XP, Vista il meno possibile), relativamente  poco Linux specialmente negli ultimi tempi, quasi nulla BSD e altri Unix. Mac per me è completamente sconosciuto: ovviamente zio Steve non si abbasserebbe mai a fare qualcosa di così volgare come mettere un manuale cartaceo nelle sue belle scatole, quindi bisogna fidarsi del fatto che il Mac è semplicissimo. In effetti c’è un po’ di documentazione, ma del tipo “Accendete il computer e usatelo. Sentitevi liberi di cambiare l’immagine dello sfondo, ma non perdete tempo a cercare di configurare il sistema, tanto probabilmente peggiorereste la vostra situazione. Avvertenze sulla Sicurezza: non fissate lo schermo per più di 8 ore consecutive, per sollevare oggetti pesanti flettete le gambe, mettetevi sempre la maglia di lana e se al primo appuntamento lei vi dice che di solito non fa certe cose non credeteci”. 

Ora naturalmente si tratta di migrare tutti i miei documenti, musica, foto etc. dal mio Sony Vaio al Mac. E indovinate chi si è appena accorto di aver lasciato il suo fedele cavo incrociato in ufficio? (a 10 km di distanza e stasera c’è pure la nebbia)…

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Video: “The Lost Boys” e “Watchmen”

Vorrei segnalare due video di DanielaVideoProducti che mi sembrano MOLTO interessanti: il primo è un montaggio da “The Lost Boys” (classico film vampirico anni 80 che ho citato nel post su Twilight) con la musica originale di G Tom Mac “Cry Little Sister” che rende benissimo l’atmosfera del film

Se riuscite a sopravvivere alle pettinature new romantic e alle giacche con le spalline imbottite, sarete ricompensati con una bella performance del perfido Kiefer Sutherland. Ci sono molte sequenze suggestive in questo film, che certamente era un prodotto destinato agli adolescenti ma ha una certa visionarietà che lo rende ancora godibile.

Il secondo video è il trailer (penso che sia quello originale, non editato) di un film che dovrebbe uscire entro la prima metà del 2009: “Watchmen”


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