Minimalismo nell’Era Informatica

…ovvero “come mai quando una volta compravi un programma ti davano 5 kg di carta e adesso la documentazione dei prodotti sta su un francobollo”.

Come ho scritto nel post precedente, ho appena comprato un Mac Pro a un costo non molto popolare e sono rimasto quantomeno colpito dal fatto che dentro alla confezione (bella), oltre al computer c’erano circa 10 cm2 di manualistica. In alcuni casi, gli help in linea dei programmi richiedono la connessione a Internet, tanto per non rubare spazio su disco. I due CD sono per l’eventuale reinstallazione del sistema e dei programmi nel caso in cui il Mac andasse a remengo voi decideste in modo assolutamente spontaneo di ripristinare la situazione originale solo perché ne avete voglia, non certo perché un Mac possa mai crashare malamente. Me l’ha detto il commesso in negozio, con lo sguardo leggermente fisso nel vuoto.
Un paio di immagini prese nella cornice naturale di casa mia:

Quello nero è un pannetto per tergere le lacrime dopo la spesa

Il tomo "Tutto Mac" a confronto con una comune pila da 9 volt

Ovviamente i castori gioiscono perché il loro habitat è stato preservato dalla devastazione e io sono solidale con la loro causa ecologista: però un pochino di documentazione in più me la sarei aspettata. So che questo post dichiarerà in modo impietoso la mia senilità, ma vorrei testimoniare alle nuove generazioni lo spreco gargantuesco di carta dei produttori di software e hardware ai tempi che furono (“gli anni oscuri” secondo il calendario dei castori).

Nella prossima pagina, qualche immagine rivelatrice tratta dalla Cripta Informatica del mio ufficio:

Se aveste comprato Word qualche anno fa, avreste ricevuto questo paccone natalizio (a confronto con la dotazione di iWork, ispirata ai più rigorosi dettami dello Zen):

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E questo era ancora niente. Diciamo che, in un impeto folle, vi fosse venuto l’insano desiderio di diventare sviluppatori di database, rinunciando così a ogni forma di vita sociale; per non farvi mancare nulla, avreste comprato questo prodottino di Borland, dBase:

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E toccava di leggerli davvero...

Peso approssimativo: 4 kg. La targhetta gialla vi rende edotti che il sadico massacratore di betulle che ha realizzato la confezione e gli ammenicoli vari ha pure vinto un premio per il design. Probabilmente il “Memorial Nerone Award”.

Ok, ma dBase era un programma da specialisti: diciamo che volevate soltanto installare il sistema operativo più figo del momento sul vostro 386 nuovo di zecca. Però non eravate i soliti niubbi che compravano DOS o Windows 3.11: eravate dei lungimiranti che avevano capito subito che il vero sistema operativo del futuro era OS/2 di IBM. Andavate in negozio con una capiente carriola e un paio di amici bodybuilders ed ecco cosa vi portavate a casa:

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Inspiegabilmente, OS/2 era inviso ai tecnici che dovevano installarlo (pregando gli Dèi Mani che non ci fosse qualche floppy illeggibile – e invocando l’anima dei pessimi antenati altrui se invece ce n’era uno, che di solito era il 30esimo). Il suo successore, OS/2 Warp, aveva nella confezione meno manuali, ma più dischetti. Ce ne volevano 3 solo per installare un driver del mouse. Non sarete stupiti di apprendere che OS/2 fu una delle prime vittime del sano spirito competitivo che ha sempre contraddistinto Microsoft. Peccato perché era un bel sistema operativo, installazione a parte.

E per chiudere in bellezza, i veri geek tra voi apprezzeranno questo video di Jasonscottpage che vìola la confezione illibata (preservata in una capsula del tempo per 12 anni) di OS/2 Warp 3.0!

Sensazioni forti, ormai quasi irripetibili, ma a prezzo di qualche km2 di macchia mediterranea per non parlare della plastica… Meglio il Minimalismo, via.

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3 commenti

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3 risposte a “Minimalismo nell’Era Informatica

  1. guidoponzini

    Infatti!!! Bellissimo post!!!!

    Quando ho preso l’iPhone ci ho messo 4 ore per trovare il buco dove infilare la carta sim…

    Poi ho notato che nella piegolina interna di una brochure c’era un disegnino minimal che lo mostrava…

    BASTA!!! Istruzione chiare!!!

    🙂

  2. posto12

    io non le leggo mai le istruzioni. neanche quando devo montare il mobile dell’ikea. neanche quando dovevo fare i problemi a scuola… non li leggevo mai fino in fondo. mah! avrà un siginificato tutto questo?

    • fabc68

      @posto12: beh, non so se ha un significato. Se l’avessi fatto io, starei ancora ripetendo la quinta elementare, seduto per terra perché non sarei riuscito ad assemblare il banco dell’Ikea.
      Scherzo, non avevamo i banchi dell’Ikea ai miei tempi: probabilmente erano delle Regie Falegnamerie Riunite.

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