Documentario: “Standing in the Shadows of Motown”

Qualche tempo fa ho comprato un DVD dal titolo “Standing in the Shadows of Motown“, ma solo ora sono riuscito a vederlo tutto. E’ un documentario sulla storia e la musica dei Funk Brothers, una band che ha suonato in più brani da Hit Parade di qualunque altro gruppo, Beatles e Stones inclusi: ma la maggior parte degli ascoltatori non li ha mai nemmeno sentiti nominare almeno fino all’uscita del film.
Erano i session men che incidevano per la Motown negli anni ’60 e ’70, periodo durante il quale non si usava citare i musicisti nei credits di un disco; tanto per capirci, se ascoltate i brani classici di gente come Marvin Gaye, Diana Ross & The Supremes, The Temptations, Stevie Wonder, The Four Tops e tantissime altre star della musica nera, gli strumentisti che sentite sono i Funk Brothers.

Il più emblematico e romanzesco fra loro è senz’altro il bassista e contrabbassista James Jamerson: un’esistenza bruciata prematuramente dall’alcool, un uomo tormentato e pieno di contraddizioni, ma anche un talento formidabile. “My Girl”, “Bernadette”, “You Can’t Hurry Love”, “I Heard It Through The Grapevine”, la straordinaria “What’s Going On”, sono tutte sue registrazioni. E naturalmente ce ne sono tante altre. In completa controtendenza rispetto all’evoluzione che avrebbe preso di lì a poco lo strumento, amava suonare un semplicissimo Fender Precision del 1962 non modificato, con corde spesse come dei tubi Innocenti e mai cambiate in tanti anni, mentre la sua tecnica della mano destra consisteva nel pizzicare le corde col solo indice. Sentendolo suonare, direi che non gli occorreva altro… La sua biografia è raccontata in un libro che porta lo stesso titolo del documentario (e non c’è bisogno che vi dica che l’ho consumato a furia di leggerlo e rileggerlo). Un episodio particolarmente malinconico della sua vita mi ha colpito molto: diversi suoi strumenti furono rubati durante la sua carriera e poco prima della fine avvenuta nel 1983, mentre lui era in casa impossibilitato ad alzarsi da letto, anche il suo storico Precision sparì senza lasciare traccia. Era un basso leggendario, da tutti soprannominato “The Funk Machine”: a tutt’oggi non se ne conosce la sorte. Uno dei pochi strumenti rimasti alla famiglia è il suo contrabbasso preferito, talmente “vissuto” da presentare un solco sul manico, nel punto dove Jamerson appoggiava il pollice della mano sinistra. 

Il DVD è pieno di interviste, filmati d’epoca, foto e naturalmente tanta musica: i Funk Brothers superstiti suonano ancora e lo fanno molto, molto bene, accompagnando guest stars del calibro di Ben Harper, Bootsy Collins, Chaka Khan e altri. Ho trovato su YouTube un video tratto dal film, con Joan Osborne che canta “What Becomes Of The Broken Hearted” e penso che molti apprezzeranno la sua voce potente ed espressiva, valorizzata da questa straordinaria band.

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