Who Watches the Watchmen?

Lo confesso: temevo questo film.
Avevo paura di vederlo, perché (come tanti) ho amato alla follia la graphic novel di Alan Moore; data la proverbiale superficialità con cui Hollywood prende i fumetti, avevo il timore che la complessità di Watchmen fosse ridotta a un’ora e mezza di Kung CGI Fu.
L’inquietudine è salita quando ho saputo che il regista sarebbe stato Zack Snyder, perché devo dire che pochi film mi hanno fatto schifo come “300”.

What's wrong with this picture?

Ora, dichiaro subito la mia impressione finale: il Watchmen cinematografico non è un capolavoro. Non è neanche un brutto film, non è banale né stupido; certi elementi di novità rispetto al fumetto sono ben riusciti. Lo dico senza spoilerare, il complotto che sta dietro all’omicidio di Blake è anche più convincente di quanto non lo sia nel romanzo. La scelta di raccontare la storia degli avventurieri mascherati mediante dei tableaux vivants sui titoli di testa è stata un bell’espediente.
Anche se… Uno dei problemi qui è che alcuni dei sottintesi del romanzo devono essere rappresentati visivamente, quindi in qualche modo esplicitati, spesso perdendo di efficacia. Nel romanzo, Rorschach formula l’ipotesi che Adrian Veidt, alias Ozymandias (l’unico dei Watchmen ad essere amato e ammirato dalla gente) sia gay; nei titoli di testa, lo vediamo in compagnia dei cosplay dei Village People. Nel romanzo, a un party Edward Blake fa una battuta su se stesso e sul suo schieramento politico: “Solo non chiedetemi dov’ero quando hanno sparato a JFK”. Nel film lo vediamo: è nascosto su una collinetta con un fucile da cecchino in mano. Decisamente non si brilla per sottigliezze, qui.

Ho letto che a molti ha dato fastidio la scena di sesso tra Silk Spectre e Nite Owl; in particolare il fatto che duri circa 3 minuti (non posso confermarlo, non stavo cronometrando). A me ha lasciato un po’ interdetto il fatto che quando Dan finalmente riesce a “consumare” dopo un primo tentativo non proprio incoraggiante, la canzone in sottofondo sia “Hallelujah” di Leonard Cohen: se è ironia, è un po’ greve. Se non era intesa in quel modo, è stata decisamente una scelta infelice.
Comunque devo ammettere che c’è un bel po’ di carne esposta. Dr. Manhattan appare in nudo integrale in diverse scene; Dan Dreiberg si fa una passeggiatina notturna a chiappe al vento in stile Mel Gibson; Laurie in generale non nasconde molto delle sue grazie; l’altra carne in bella mostra invece è dalla parte sbagliata, nel senso che parecchia gente viene squartata o esplode allegramente.
Riguardo a questo, il film è piuttosto violento. Quando Dan e Laurie vengono assaliti in un vicolo da una gang, reagiscono facendo un vero macello; gli effetti del potere distruttivo di Dr. Manhattan sono decisamente “grafici”; e naturalmente gli interrogatori del caro, vecchio Rorschach sono una sinfonia per chiropratici.
Ok, maggiori dettagli e qualche spoiler dopo il salto pagina, sempre per non rovinare il divertimento a chi non ha visto il film e/o non conosce il fumetto.

La prima parte del film è quella più aderente al fumetto. Si inizia con l’omicidio di Edward Blake e l’indagine del vigilante Rorschach, nascosto dalla caratteristica maschera bianca con macchie nere che cambiano continuamente disposizione, il quale scopre che la vittima era in realtà l’ex “supereroe” noto come The Comedian. Il soprannome è quantomeno ironico, dato che il sig. Blake era (parlandone da vivo) uno stupratore e un sadico omicida che non chiedeva di meglio che sparare su vittime inermi. Era anche un agente segreto che lavorava per il Governo in operazioni poco chiare.

Rorschach sospetta che qualcuno voglia eliminare tutti i vigilantes mascherati e va ad avvertire i suoi vecchi compagni di battaglia. Da qui parte un’inchiesta che porta alla scoperta di un complotto di scala mondiale, che arriverà alle estreme conseguenze.
Si tratta di un viaggio nella psicologia dei vecchi supereroi mascherati, ora tutti in pensione o in incognito, messi fuorilegge da un decreto approvato dal presidente Nixon. Siamo negli anni ’80, ma il corso della storia è stato alterato dalla comparsa di un essere pressoché onnipotente chiamato Dr. Manhattan: la sua presenza ha permesso agli USA di vincere la guerra del Vietnam, ma le tensioni politiche risultanti sono cresciute fino a portare il mondo sull’orlo della guerra nucleare. Lui è l’unico tra i Watchmen a possedere facoltà anomale: gli altri sono solo avventurieri mascherati, benché tutti estremamente forti e veloci nei combattimenti, o dotati di intelligenza e inventiva ben al di sopra della media.

Ok, proprio Dr. Manhattan è uno dei fattori che mi hanno deluso maggiormente. Il suo background è stato mantenuto invariato e la vicenda di come il giovane fisico nucleare Jonathan Osterman sia stato accidentalmente disintegrato e sia stato in grado di “riassemblarsi”, rinascendo come un essere quasi divino è una delle cose più visivamente suggestive del film.

Dr. Manhattan nel fumetto è una creatura che subisce un distacco emotivo profondo dalle vicende umane. Appare freddo, anaffettivo e spietatamente razionale, fino a negare il valore della stessa vita umana. Questa in effetti non è la sua vera natura, ma è come appare al resto del mondo: tutti sanno che il suo potere di manipolazione della materia è praticamente illimitato e tutti lo temono, condannandolo a una solitudine assoluta. Nel film, il suo tono di voce delicato ed etereo finisce per essere piuttosto irritante; il suo atteggiamento è più depresso che distaccato. Sembra un po’ un “buon alieno” da fantascienza anni 80.

Diverse cose sono rimaste escluse nella riduzione filmica, togliendo spessore alla storia. Nel fumetto la politica è molto importante: tutti i personaggi principali (ad esclusione di Jon e Laurie) hanno una connotazione ideologica molto evidente. Rorschach è iper-conservatore, manicheo e puritano; Dan è un liberal, intellettuale e idealista, ma anche irresoluto e debole; Blake appoggia Nixon, è un interventista e un guerrafondaio, probabilmente più per cinismo che per vera convinzione: è tuttavia il personaggio che si rivela miglior psicologo quando si tratta di giudicare i suoi compagni d’arme. Intuisce che Dr. Manhattan ha ormai poco di umano, capisce subito quando Rorschach passa il confine tra il vigilante e il fanatico, si rende conto che Dan lo disprezza e non si fida mai di Adrian. Quest’ultimo rimane illeggibile fino alla fine, anche se gli vengono attribuite simpatie di estrema sinistra. L’autore, Alan Moore, non ha mai fatto mistero di aver concepito il romanzo come un manifesto anti-Reaganista; anche se questo non esclude una critica dell’intellettualismo liberale. I numerosi articoli dei giornali fittizi inseriti nel romanzo in questo senso sono una parte essenziale del racconto per capire la vicenda.
Nel film tutto questo è appena suggerito e non so quanto ciò renda comprensibile la storia a chi non ha letto il libro.

Altri elementi mancanti? Il sub-plot dell’edicolante; i Racconti del Vascello Nero; la vicenda personale dello psicologo che cerca di capire le motivazioni di Rorschach; le indagini della Polizia; tutti gli inserti narrativi del libro di Hollis Mason e degli articoli di Nova Express e del New Frontiersman. I grandi temi di Watchmen ci sono, ma in forma molto embrionale: la Teoria del Complotto, il problema morale dell’Autorità; la contrapposizione tra Caso e Determinazione; la metafora del Grande Orologiaio. Non sono la persona più adatta a misurare quanto l’accenno a queste tematiche sia sufficiente a rendere la complessità dell’opera originale: se qualcuno ha visto il film prima di leggere il fumetto, probabilmente è in una posizione migliore di me per farlo.

Alcuni degli elementi che invece sono rimasti, fanno sentire ulteriormente la distanza dal libro. Ad esempio, io sono stato più che contento di vedere sullo schermo Bubastis: ma se non avessi già saputo di che si trattava, mi starei ancora chiedendo cos’era quel gattone che ad un tratto compare al fianco di Ozymandias (nome il cui significato non viene mai spiegato) nel suo Buen Retiro antartico di Karnak. Non ci viene detto come e quando Comedian scopra le circostanze del complotto. Non sappiamo la ragione dei contrasti tra Laurie e la madre Sally: ah, se vi siete commossi quando nel fumetto, alla fine Sally lascia l’impronta di un bacio sulla foto di Eddie Blake, mettete pure via i kleenex perché qui non se ne parla neanche.
La stessa “catchphrase” che sta dietro al titolo dell’opera e che compare sotto forma di graffiti-spray in diverse scene non viene mai realmente chiarita nel film: “Who Watches the Watchmen” (da Giovenale: “Chi sorveglierà i sorveglianti?”).
Adrian è antipatico, il che secondo me è un errore; dovrebbe essere ammirato e amato da tutti, qui risulta più che altro arrogante e presuntuoso. Tra l’altro, nel film scopriamo che l’uomo più intelligente del mondo ama i prodotti Apple: nel suo ufficio usa un Mac e alla tv guarda il famoso spot “Grande Fratello” dell’84.

E poi, scusate ma mi è rimasto un dubbio sul finale.
OCCHIO, MEGA-SPOILER!!! NON LEGGETE OLTRE QUESTO PUNTO SE NON VOLETE ROVINARVI IL FINALE!!

DICO DAVVERO!

Nel fumetto, Adrian riesce a simulare un’invasione aliena che distrugge mezza New York, lasciando una grottesca carcassa che deve sembrare l’avanguardia di un esercito nemico, ma in realtà è stata creata nei suoi laboratori: come risultato, le nazioni abbandonano l’idea della guerra e si preparano alla difesa comune. E’ il trionfo della terribile utopia di Ozymandias, il Re dei Re, che comunque rimarrà solo nella vittoria come lo è stato per tutta la vita. Prima di lasciare il pianeta, Jon mostra di capire le motivazioni di Adrian, ma il loro breve dialogo non fuga del tutto i dubbi nella coscienza di quest’ultimo.
Dan e Laurie, che sono stati visti mentre liberavano Rorschach dalla prigione e sono presumibilmente ricercati (i loro veri nomi sono noti alla polizia, che ha fatto irruzione a casa di Dan) decidono di tagliare con il loro passato, cambiare aspetto e identità e vivere insieme.

Nel film, con maggiore coerenza, Adrian addossa la colpa del cataclisma che distrugge diverse città a Dr. Manhattan. L’attacco sarebbe un atto di vendetta nei confronti di un mondo che lo ha rifiutato e accusato di provocare il cancro alle persone che gli stanno vicine. Anche qui, il piano riesce: USA e URSS si alleano per fronteggiare una minaccia inesistente. Per non vanificare la morte di un numero sterminato di persone, Jon accetta di fare da capro espiatorio. Abbandona il pianeta senza portare rancore verso Ozymandias; sentimento chiaramente non condiviso da Nite Owl e Silk Spectre, che lasciano il loro ex compagno tra le rovine della sua fortezza, intento ad assaporare il suo trionfo ma anche con la faccia gonfia dei cazzotti che finalmente Dan è riuscito a tirargli, tra il plauso generale.

Curiosamente, Dan e Laurie NON entrano in clandestinità e non cambiano nome. E francamente, questo è assurdo: Laurie è ancora ufficialmente la compagna di Jon, l’essere che è ora accusato di aver devastato mezzo pianeta. Come minimo verrebbe arrestata e internata a Guantanamo per vent’anni, in attesa che costruiscano il carcere per poi mettercela dentro.
Anzi, nessuno dei Watchmen superstiti sembra preoccupato per le conseguenze di un atto di accusa ufficiale contro Dr. Manhattan: non ho esperienza in merito, ma suppongo che se un mio collega tentasse di distruggere il mondo, qualcuno verrebbe a farmi delle domande. E se avessi quei piccoli scheletri nell’armadio tipo una navetta volante in cantina, o una casa-vacanze in Antartide completa di un felino transgenico, oppure numerosi costumi di strana foggia e non potessi dimostrare dove sono finiti i miei collaboratori, che ho appena disintegrato… beh, credo che sarei moderatamente preoccupato.

Con tutto questo, il film è godibile e spettacolare: so che è irrazionale sentirsi delusi perché non si è assistito a un capolavoro, ma non riesco a farne a meno. Peccato perché devo dire che la prima parte (che corrisponde più o meno al capitolo “At midnight all the agents”) mi aveva molto impressionato.

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5 commenti

Archiviato in Cinema

5 risposte a “Who Watches the Watchmen?

  1. Guido

    Per me un buon film con due momenti che sono dei piccoli capolavori…

    I titoli di testa sono assolutamente superlativi… Li ho caricati sull’iPhone e li guardo continuamente dal tanto che sono gargantueschi… Tra Dylan, una fotografia da urlo, una cura per i dettagli stupenda, una contestualizzazione storica veramente divertente, insomma, quei 5 minuti se fossero usciti anche solo come corto valevano i 7,50 eu di biglietto…

    Altra scena incredibile il funerale del comico… Incredibile…

    Il resto ottimo come regia e come fotografia…
    Mi rimane l’amaro in bocca per le scene totale CG del dottore su Marte, ma penso anche (vista la qualità dei titoli e del resto) sia una scelta voluta, per mantenere un look vintage…

    La storia per uno che non conosce il fumetto rimane un pò fumosa in certi particolari, ma un film secondo me brillantemente riuscito, che in due punti tocca un apice veramente superlativo, e che nella media si eleva comunque a giudizio buono…

    🙂

    Scelta dei pezzi della colonna sonora azzeccatissima…

    • fabc68

      Quoto in pieno il giudizio sul funerale. Nel fumetto c’è un effetto quasi di dissolvenza incrociata (non saprei come descriverlo meglio) che il regista ha scelto di non replicare, ma questo non toglie nulla alla scena.
      I titoli di testa ti giuro che mi hanno fatto giubilare, fino al funerale ero in sollucchero, da lì in poi il mio entusiasmo si è alquanto intiepidito. La sequenza del carcere mi ha lasciato un po’ freddo, il background di Rorschach con la variante dell’accettata in testa non mi ha convinto tantissimo e il Dr. Manhattan con questa voce “me misero, me tapino” mi dava decisamente fastidio. Quando dice “Il Comico era tuo padre…” glieli tirerei in testa, i Tachioni: sembra un’attrice depressa da telenovela brasiliana in seconda serata.
      Comunque l’acquisto del DVD è d’obbligo, dato che hanno promesso contenuti speciali a go-go.

      – fabrizio

  2. Guido

    Ah, scordavo…

    C’è anche una delle donne più incredibili del mondo, Carla Gugino

  3. Non ho ancora visto il film, per cui mi limito a riportare qui sotto quanto ho visto in rete. Sono innamorata del fumetto (posso chiamarlo così, in italiano?) per cui diciamo che mi accontenterei di concordare con l’ultimo commento pubblicato qui sotto!

    Articolo di Francesco Chignola:

    Watchmen ha già vinto la sua prima sfida, arrivando primo al box-office nel weekend di apertura. La verità è che non c’era nessun avversario degno, almeno in patria: ma è comunque un buon risultato. Stesso risultato anche dalle nostre parti: anche se con una cifra minore di quella prevista, primo posto al box office, nonostante i fan del fumetto di Alan Moore e Dave Gibbons siano decisamente pochi: si spera sia l’occasione, per chi non l’avesse mai letto, di scoprirlo in libreria. Il film è uscito approssimativamente in contemporanea mondiale, e durante gli ultimi giorni sono fioccate centinaia di pareri, e i più differenti: sulla rete non si parla d’altro. A noi è piaciuto molto: ma cosa se ne dice in giro per il web? Cosa ne pensano i critici dei quotidiani e dei siti web? E i blog italiani?

    La critica di lingua inglese si è letteralmente spaccata in due. Tra i maggiori sostenitori ci sono Premiere per cui “il tutto funziona, specialmente per il pubblico di non-lettori. E in più, la musica è perfetta”, e il celebre Roger Ebert che lo definisce “un film avvincente e viscerale: suono, immagini e personaggi combinati in un’esperienza visiva decisamente strana che evoca le sensazioni di un graphic novel”. Parole di lodi vengono anche dal sito cult Salon.com: “un fantastico film-fumetto, il più completamente soddisfacente e inquietante che io abbia mai visto”. Su Empire si fa leva sul buon senso e scrive: “ok, non è il graphic novel, ma Zack Snyder si mostra chiaramente interessato, creando un adattamento intelligente, elegante, rispettabile, anche se di bassa accessibilità per i non-convertiti”, mentre su Time si legge: “Watchmen ha dei momenti di grandezza. Prova ancora una volta che gli action movie sono il posto dove i migliori giovani cervelli di Hollywood sono andati a trasformare in carne le loro fantasie”.

    Di avviso opposto sono, tra gli altri, sono il Wall Street Journal che definisce addirittura Snyder “il maestro regnante della soffocazione psichica” e The Hollywood Reporter che lo etichetta come “un nonsense”, mentre il New York Magazine lo chiama “un film imbalsamato”. Tiepidissimo anche A.O.Scott del New York Times: “così com’è, il film è più una curiosità che una provocazione, un artefatto di un mondo sbiadito portato a una semi-vita zombie dalle tecnologie cinematografiche del presente”. Moltissime discussioni sono state causate nella rete dalla pesante stroncatura di Anthony Lane sul New Yorker, accusato da molti (a prescindere dal gradimento del film) di non aver ancora compreso la portata e l’importanza culturale dei fumetti e dei graphic novel nella sua recensione.

    Anche i critici dei quoditiani italiani si stanno dividendo tra l’entusiasmo di Lietta Tornabuoni su La Stampa, e la forte stroncatura di Maurizio Porro sul Corriere della Sera. Ma i blogger non stanno certo a sentire: per la natura stessa del film, è proprio sulla rete che si scatena l’acerrima battaglia. Convinta tutta la redazione di Cineblog.it: i voti dei 4 collaboratori sono tutti molti alti, tra 8 e 8,5. Sul sito viene anche lanciato un sondaggio, chiedendo ai moltissimi lettori del blog di esprimere la loro opinione: il risultato è uno schiacciante 67% di voti positivi. Meno convinta Giulia di Sai Tenere Un Segreto (“due sono le cose, o non è un capolavoro del genere, o non è il mio genere”), mentre dalla parte del film si schiera Gabriele di …ma sono vivo e non ho più paura: “se volete la traduzione pedissequa del fumetto non la troverete, se volete rivivere quello spirito probabilmente invece sarete soddisfatti”.

    Di opinione opposta è Blue Blanket che già nel titolo di un lunghissimo post dichiara “un film totalmente fallimentare”, mentre al contrario la pensa American Beauty: “l’impressione è che sia la miglior trasposizione cinematografica possibile di un’opera grandiosa e quasi infilmabile”. Fassbinder dedica “un plauso a Snyder, che è riuscito a non snaturare due grandissimi autori […] e a portare sul grande schermo un’opera strutturata, stratificata e complessa”. Il blog collettivo I 400 calci risponde con ben due recensioni: una tiepida ma che salva il film in corner nonostante pessime aspettative (“Insomma, secondo me, sì è evitato il disastro e c’è del buono, ma meglio il libro. E chi l’avrebbe mai detto?”), e una molto negativa. Per Il feudo, “a mente fredda, è un capolavoro che degenera in una stupidata”. Stroncatura anche quella del blog Sei un idiota ignorante, mentre è positivamente convinto Il marinaio: “caro Snyder, io dichiaro che ti perdono 300 se fai almeno altri quattro film a questo livello”.

  4. geoffreysword

    Gentile Fabrizio Cassoni avevo bisogno di contattarla in merito alla sua Tesi di laurea su traetta. Non avendo la sua email le lascio la mia
    info@gianfrancospada.com

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