District 9: We Love Prawns!

Non so se anche voi siete stufi dei film girati con la “shaky camera”  (anche se magari non siete usciti zigzagando dopo Cloverfield come me). E forse non ne potete nemmeno più dei mockumentary. E i siti virali che pubblicizzano viralmente i film?

district9

Però “District 9” è da vedere. E’ la storia di un’integrazione mancata, quella tra umani e alieni, chiaramente una metafora legata all’attualità ma anche un tema universale. Una storia raccontata dall’occhio onnipresente dei media, dalle riprese delle telecamere della sicurezza sparse in tutta la città e nello squallido slum dove sono confinati gli extraterrestri arrivati sulla Terra nel 1982, non come conquistatori ma come boat people, immigrati irregolari provenienti da un mondo di cui non sappiamo nulla.

Come in tutte le storie, i nomi sono importanti: i media definiscono gli alieni “Non Umani”, con mirabile eufemismo politically correct; la gente comune li ha spregiativamente soprannominati “Gamberoni” a causa del loro aspetto. Come individui, non hanno più un’identità originale: ora hanno nomi e cognomi terrestri, che diventano grotteschi quando associati a creature talmente diverse da noi.

Dopo il loro atterraggio a Johannesburg, gli alieni vengono inizialmente utilizzati come forza lavoro: in seguito ai conflitti tra le due specie e alle proteste popolari, i Gamberoni sono confinati in un gigantesco slum, un luogo di degradazione e miseria circondato da mura e filo spinato. E il fatto che posti del genere esistano davvero non rende più gradevole la visione…

All’interno del District 9, teoricamente riservato agli alieni, gruppi di uomini hanno creato una sorta di mercato nero in cui la tecnologia extraterrestre viene acquistata in cambio di cibo. In mancanza di forme di energia e di leadership, i Gamberoni non possono tornare sulla loro nave e sul loro pianeta; i governi della Terra hanno tutto l’interesse a prolungare questa forzata permanenza, almeno fino a quando non avranno scoperto come utilizzare le armi trovate sull’astronave e che funzionano solo se impugnate da creature con DNA alieno.

Nel 21esimo secolo, il governo Sudafricano decide di spostare la popolazione dello slum nel nuovo District 10, lontano dalla città di Johannesburg. Dato che si prevedono reazioni anche violente da parte degli alieni, viene ingaggiata una forza armata privata (“Contractors”, un altro termine entrato nel linguaggio dei media) chiamata MNU. La lunga scena iniziale dell’irruzione nel ghetto è un pugno nello stomaco: gli uomini trattano gli alieni con disprezzo, condiscendenza e quando la situazione lo giustifica, con brutalità. Il protagonista Wilkus van der Merwe, un field operative di MNU, ostenta un sorriso rassicurante mentre documenta con il suo cameraman le operazioni in corso: con ridicolo burocratismo, i soldati devono notificare ai Gamberoni lo “sfratto” e far firmare loro un documento di accettazione (“Ecco, faccia uno scarabocchio qui”). La situazione cambia radicalmente quando Wilkus viene contaminato da un liquido fuoriuscito da un contenitore… Mi fermo qui perché non voglio rovinarvi la visione.

So di non essere l’unico ad aver notato le similitudini con un vecchio film, “Alien Nation” (1988, con James Caan): l’ho visto tanti anni fa e per una sola volta, quindi ne ho un ricordo imperfetto. Lì, gli alieni sono umanoidi: alti e massicci, con grandi teste calve e strane macchie sulla pelle, molto più forti degli umani ma in generale piuttosto apatici. L’integrazione è ancora lontana e la maggior parte dei Visitatori vive nei ghetti, per quanto la loro presenza influenzi il mercato del lavoro (sono una bassa manovalanza ideale) e la società in generale. “Alien Nation” è essenzialmente un poliziesco, che mostra l’evolversi del rapporto tra il detective umano e il suo primo collega alieno.

Esistono diversi elementi e tematiche comuni tra i due film (per quanto Peter Jackson non abbia citato “Alien Nation” tra le fonti di ispirazione di “District 9”). Come i Gamberoni, anche i Visitatori assumono nomi terrestri, solitamente presi dalla Storia e dalla cronaca, come George Washington o Ronald Reagan. L’atteggiamento passivo di entrambe le razze aliene viene preso come pretesto dagli umani per impiegarli inizialmente come forza-lavoro a basso costo. In entrambi i film, viene accennata l’esistenza di un “mercato del sesso inter-specie”.

“District 9” però mantiene la tensione alta fino alla fine e ha una dimensione cosmica, universale; “Alien Nation” sceglie di partire da una premessa grandiosa per poi raccontare una piccola storia con i meccanismi del giallo hard-boiled, con tempi più dilatati e lenti: i temi più ambiziosi vengono un po’ lasciati per strada, in definitiva.
Ma forse la differenza più evidente tra i due film è come gli alieni sono rappresentati. In “Alien Nation” si tratta di persone, che condividono un senso di appartenenza a un gruppo e che agiscono con motivazioni umane e individuali: paura, opportunismo, rancore oppure generosità e ragionevolezza. I Gamberoni sono creature mostruose, che possono abbandonarsi ad atti di violenza insensata; gli umani non vedono alcuna ragione per cui dovrebbero aiutarli a integrarsi, tranne forse i  gruppi di attivisti che protestano contro la loro deportazione. Dal momento che alcuni alieni mostrano invece un’intelligenza superiore e aspirano a un’esistenza dignitosa, possiamo immaginare che il comportamento degli altri sia il frutto dello sradicamento e della degradazione a cui sono stati sottoposti. Ma gli autori non fanno nulla per renderli simpatici a livello collettivo (se non contrapporgli i Contractors della MNU, che difficilmente potrebbero risultare popolari al di fuori del KKK).

In conclusione, spero che troverete il tempo di vedere D9 – e magari anche “Alien Nation”, così potrete rinfrescarmi la memoria con tutto quello che senz’altro ho scordato di dire su questo film.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Cinema

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...