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Ritrattazione Sulle Pipe Falcon

Con questo post voglio fare pubblica ammenda. Tempo fa, in un articolo sulle Pipe, avevo liquidato in due parole le Falcon descrivendole un po’ come una promessa mancata e lamentando di non riuscire a trarne i piaceri attesi. Qualche tempo dopo averne scritto, mi è venuta la curiosità di riprovare la mia Falcon per vedere se qualcosa era cambiato e ora posso fornire un parere più circostanziato e decisamente più positivo.

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Tutti i dettagli e la mia contrizione dopo il salto pagina.

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Nerditudini 2: Fumare la Pipa

E’ sempre con un certo pudore che parlo della mia abitudine di fumare la Pipa: prima di tutto, non voglio incitare nessuno al vizio; secondariamente, non voglio proiettare l’immagine di “vecchio saggio riflessivo”, come vuole lo stereotipo. E’ innegabile: nei film e nei romanzi, la Pipa è accessorio preferito da anziani, filosofi, pensatori e vecchi barbogi. 

Ho iniziato a fumare ai tempi dell’Università: ho cominciato per curiosità ma, a differenza della maggior parte dei neofiti, non ho smesso dopo poche settimane. Questa qui in primo piano nella foto è stata la mia prima Pipa, una Savinelli curva piuttosto economica ma onorevole:

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Dato che tutti i “testi sacri” consigliavano di iniziare con due Pipe, ne comprai subito un’altra, dritta, corta e massiccia: la persi durante una gita in montagna dopo poche settimane, quando non era ancora del tutto rodata.

Se volete qualche notizia sulle Pipe (e promettete di non prendere il vizio per colpa mia), cliccate sul link:

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Se una notte d’inverno un viaggiatore…

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Chi ha seguito i miei Twitteramenti sa che, come tutti gli anni di questi tempi, ho fatto la mia solita puntatina a Helsinki. La foto che vedete qui sopra, a voler essere sinceri, l’ho scattata l’anno scorso e non era neppure notte: credo che fossero più o meno le 4 del pomeriggio… Quest’anno è andata molto meglio, perché c’era la neve e questo significa avere più luce.

Ovviamente sono stato a una delle immancabili Convenscion, croce e delizia dell’Informatico; ma per fortuna è stata anche un’occasione per rivedere qualche vecchio amico e godere delle delizie del clima nordico. E anche per ascoltare ottima musica. 

Ok, se non vi deprimono i Racconti della Cripta Informatica e non soffrite di criofobia, magari avrete voglia di continuare a leggere: il tutto dopo il salto di pagina.

Clicca QUI per continuare

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Suomesta, rakkaudella

Ti svegli su un bus pieno di gente simile a te: occhiali da vista, capelli corti, una timida pinguedine, vestiti fuori moda da 10 anni.

Ti svegli, guardi fuori dal finestrino e le tenebre perenni avvolgono il rarefatto paesaggio nordico: è gennaio e dato che sei in Finlandia, sull’autobus c’e l’aria condizionata. Per metterti a tuo agio, ti offrono una Lapin Kulta gelata: la bevi e ti chiedi se avrai mai più un rapporto normale con il tuo apparato gastro-intestinale.

Il bus si ferma in mezzo a un bosco e tu scendi assieme agli altri. Il freddo è choccante: dentro di te, sai che alla voce “Criofobia” su Wikipedia, qualcuno ha appena postato un tuo primo piano. A tratti, piove a dirotto: nelle pause, piove e basta. Dato che ti hanno prelevato dal tuo comodo albergo a 4 stelle, hai scarpe di camoscio, pantaloni di velluto, un maglioncino leggero e un giubbotto da liceale americano. Scopri con cupa soddisfazione che il muco può congelare all’interno del naso.

Vi danno delle torce e vi dicono di addentrarvi nel bosco: tu ricordi vagamente che nelle foreste nordiche, gli unici animali non aggressivi sono alcune delle marmotte.

No, non sei uno dei naufraghi del “Fiordo dei Famosi”; non sei in un episodio di Lost girato da Lars Von Trier; non ti hanno dato il confino in Lapponia per aver detto che hai fatto il playboy con il Presidente Tarja Halonen; non sei neanche a una rievocazione storica della Campagna di Russia. Sei all’evento ricreativo di una Convenscion a Helsinki! Clicca QUI per continuare a ricrearti

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Ritorno al Crepuscolo

Seconda parte dei Racconti della Cripta Informatica.

Riassunto delle puntate precedenti: il nostro responsabile commerciale viene invitato a una Convenscion di XXX, un’azienda che in pratica è uno zombi in quanto è appena stata acquistata dal suo maggior rivale YYY con la dichiarata intenzione di smembrarla.

Il meeting, che è riservato ai commerciali e quindi si suppone molto glamour, si svolge in una nota località balneare. I partner sono invitati interamente a spese di XXX e alloggiano in un lussuoso albergo sul mare. Il meeting è incentrato sul lancio di un nuovo prodotto (ripeto, ad azienda praticamente ormai inesistente e peraltro il nuovo prodotto non potrebbe mai trovare posto nel portfolio di YYY).
Gli speaker, tutti marketing e sales (regola di Dilbert: mai far parlare un tecnico in situazioni delicate), sono pervasi da un entusiasmo degno di un vampiro in una banca del sangue. Le presentazioni sono infarcite di proclami di ottimismo e promesse di combattere fino all’ultimo uomo – cosa che comunica un sinistro senso di Non-Morte perché la battaglia è già avvenuta, l’ultimo uomo è già caduto da un pezzo e qualcuno che non dovrebbe, si muove ancora. Clicca qui per l’agghiacciante finale!

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Il Crepuscolo degli Dei Minori (racconto morale in due parti)

Gotterdammerung

Gotterdammerung

La maggior parte dei miei amici non si occupa di Informatica e in passato, quando questo settore esercitava più fascino sul grande pubblico – all’epoca delle “dot com”, il Nasdaq che tirava come un treno etc. etc. – alcuni mi chiedevano com’era lavorare in un ambiente così competitivo ma nuovo e interessante. Io rispondevo che giravano più soldi che buon gusto (e questo è stato vero fino a quando non sono finiti pure i soldi) e che la competitività è bella finché non finisci in basso nella catena alimentare.

Quando una delle aziende con cui lavoravamo fu comprata dalla rivale storica, scrissi questo resoconto della vicenda – rigorosamente vero – e lo inviai a diversi amici. Era il periodo delle grandi acquisizioni ed episodi simili accaddero a ripetizione, ma questo in particolare mi colpì per quello che accadde dopo. Clicca qui per l’angoscioso racconto

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L’arte dello Storytelling

Stasera ce l’ho fatta: ho guardato quasi per intero la terza puntata di “Il Sangue e la Rosa”. Mi aveva incuriosito il finale della prima, venti memorabili secondi durante i quali la bella di turno veniva rapita in carrozza da un Barone lascivo (probabilmente non era un barone, ma mi piace pensarlo così) che scrutandola da sotto i sopracciglioni con gli occhi un po’ alla Ben Turpin le chiedeva lubrìco una cosa del tipo “Signorina, ma lei ha mai partecipato… a un’orgia?!”. Alla reazione sdegnata della figliola, il bruto reagiva appioppandole una saracca al mento e lanciando la carrozza a tavoletta per le strade di Roma – a proposito, ne “Il Sangue e la Rosa” in tutte le strade di Roma c’è un mercato, a qualunque ora del giorno: ma fortunatamente al momento del ratto è notte fonda e nessuno viene stirato dal cocchio. Clicca qui per lo sconvolgente seguito

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