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Cos’hanno in comune Voyager, Fabio Fazio, il Senato della Repubblica e Giovanni Allevi?

…risposta: sono tutti fervidi ammiratori di Giovanni Allevi. Beh, Fazio è ammiratore di tutti, non fa testo.

Dopo il concerto di Natale al Senato, si parla molto di Allevi: nei giorni scorsi Uto Ughi lo ha stroncato senza pietà in un’intervista su La Stampa, ma in compenso il coro dei suoi ammiratori è sempre ben udibile e soprattutto, autorevole. Un paio di sere fa ho assistito per 10 secondi a un dibattito (lui presente) su una rete nazionale, il cui tema riassunto in estrema sintesi era “perché Giovanni Allevi è Dio?”

Io ho saputo di questo riccioluto fenomeno molto in ritardo (cosa non nuova per me: vedi altre mie imbarazzanti carenze su Moccia, Harry Potter, Ikea etc.); ho ascoltato alcune delle sue cose più jazzistiche e a chi me l’aveva proposto entusiasticamente ho ribattuto che non mi sembrava niente di nuovo. Chiedo perdono se sembro vanitoso, ma ho una discreta memoria musicale e quei pezzi mi suonavano tanto come il  Keith Jarrett del “Köln Concert”, fatte le molto debite proporzioni: non sapevo che il paragone fosse già stato ampiamente dibattuto da chi ne sa più di me.

Non ho nulla contro Allevi e la sua musica, in linea di principio: per me è puro e semplice easy listening non molto diverso da quello di Richard Clayderman e non mi piace, ma non c’è nulla di male se qualcuno la pensa diversamente e lo ascolta volentieri. Se lui guadagna bene con la sua musica, ok: buon per lui, non mi scandalizzo. Non posso neanche dire di invidiarlo: come musicista sono troppo scarso per sentirmi in competizione con un professionista – e poi io invidio di tutto cuore solo gli artisti che mi piacciono, non quelli che hanno successo. Però ho qualche problema quando le Autorità e i media santificano il divo di turno, salutando in lui il nuovo Mozart e l’icona culturale del nuovo millennio (peraltro in modo abbastanza arbitrario: non è che manchino artisti con curricula prestigiosi). Peggio mi sento se è lo stesso Allevi a porsi sul capo la corona dell’Eletto, cosa che a quanto pare fa abbastanza spesso. Ma al di là del singolo caso è il sistema, il meccanismo, quello che offende. Clicca QUI per continuare

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